venerdì 17 luglio 2015

Il grande mistero delle conchiglie e di chi le colleziona. Nella " Cosmovisiòn" la soluzione. Parte I di II.





Possiedo una vasta collezione di conchiglie, sparsa per le spiagge di tutto il mondo.
Steven Wright



Un bimbo mi attendava sulla rena, seduto, ma devo ammettere che non ricordo più in quale vita avessi preso quell'appuntamento, stava giocherellando con una manciata di conchiglie trovate sulla sabbia.
Ma c'era qualcosa che non mi convinceva in quella riunione inaspettata e al contempo predestinata, come se fosse un'esperienza  già  vissuta, già vista, una sorta di dejavu; anzi, una messinscena, un gioco, un capriccio, ma non quello di un bimbo, bensì  di un vecchio che allestisce una scena teatrale e che potrebbe attendermi per tutto il tempo necessario, perchè anche il tempo stesso era in qualche modo opera sua, un gioco, il diletto di un vecchio che si finge infante, o forse il contrario.
Mi sembrava di osservare me stesso dall'esterno, lo scenario era come l'immagine di un tarocco, una figura archetipa, il bimbo sulla spiaggia che cerca conchiglie, un' immagine, replicata all'infinito, come un frattale, in tutti i millenni e in tutti i popoli del mondo.
Mi lasciai per un attimo contagiare dalla spontaneità e ingenuità di quel saggio puer, tant'è che mi balenarono in mente domande impossibili, chissà perchè legate ad un dettaglio scenico altrimenti irrilevante, quella manciata di conchiglie, che un adulto di solito considera un semplice trastullo, tutt'al più un complemente d'arredo per il tavolino del soggiorno.
Cosa sono le conchiglie? A cosa servono?
Proprio il genere di domande che metterebbero in imbarazzo qualsiasi luminare, perchè nessuno possiede una risposta soddisfacente. Soprattutto per un bambino. Certo, un adulto si accontenterebbe di sentirsi dire: la conchiglia è una struttura biologica rigida e dura che protegge e sostiene animali a corpo molle e senza scheletro...
Ma un bambino, no, non si accontenterebbe mai di questa definizione. Lui intuisce che c'è qualcosa di più, che sfugge a tutti  pur restando sempre sulla punta della lingua, lì sulla soglia tra due mondi opposti, qualcosa che è tremendamente importante poter raggiungere e contemplare.
E come se il mio ospite mi avesse letto nel pensiero, mi accennò un sorriso, afferrò un paio di quei nicchi e prese parola: “Le vedi queste? Faranno tremare a breve università e laboratori, la Scienza intera tremerà e crollerà, per ergersi nuovamente, più bella e ricca che mai.”

Mi avvicinai titubante, per osservare meglio quei piccoli scrigni di sbuffi d'aria contorti, come se dovessero uscire dai loro gusci dei titanici rettili distruttori anziché minuscoli molluschi innocui e mollicci.
Erano lì, inerti, levigate e bucherellate, sul palmo della mano di quel bimbo.
Ai suoi occhi sembravano armi rivoluzionare, pietre angolari di un mondo nuovo, eppure io non riuscivo a vederci nient'altro che delle conchigliette da quattro soldi, manco buone da vendere al mercatino delle pulci.
Continuò: ”Un bimbo sulla rena che incontra per la prima volta nella sua vita delle conchiglie.
Conchiglie spiaggiate per lo più, morte e inerti. Scheletri, case, rifugi.
Curioso come esseri che per natura non potrebbero aver nulla a che fare con la terraferma e i suoi abitanti, nascosti in  remote profondità marine, si diano incontro con l'uomo su quella linea di confine, neutrale, tra mondi antitetici, a trovare nuovo senso e conforto l'uno nell'altro.
Dove la terra non riesce a essere terra, perchè è sabbia perenne, dove l'acqua non riesce a rimanere tale, assorbita dalla sete formidabile di quei minuscoli grani.
E lì, su quella striscia di nessuno, su quel filo d'acrobata, il primo incontro, tra quei regni così vasti e diversi.
Ognuno diventa inconsapevole messaggero e ambasciatore della propria storia, delle proprie conquiste e offre all'altro le esperienze e i risultati del suo cammino.

L'uno offre le sua forme conturbanti, quelle spirali così affilate che si insinuano nel tuo essere, vere e proprie pugnalate al cuore e poi quei colori sgargianti, quelle porcellane e quegli smalti spiritati, che sembrano vivere di luce propria.
L'altro invece dona il calore della sua mano che raccoglie, accarezza e protegge, dando nuova vita a quell'osso candido e luminoso gettato sul bagnasciuga.Offre la luce del suo occhio, la sublime chimica dello sguardo, il godimento cardiaco nella contemplazione di quel tempio che accoglie qualsiasi fedele, di qualunque religione.
Vero miracolo di sincretismo.
E' una dolce, minuscola pax mundi.
Un proclama di non belligeranza reciproca, ma di mutuo soccorso, rispetto e apprezzamento.
Sai, è curioso sapere che queste piccole gioie lucenti del mare se ne stiano rintanate e rinchiuse in un mondo così irraggiungibile, spesso nella penombra o nell' assoluta tenebra dei fondali.
Le loro forme così soavi, quei colori e disegni perfetti, quella lucentezza formidabile, per chi sono?
Per se stesse? Per le loro simili?
Irraggiungibili, lucide come porcellane eppure segregate senza raggi di luce, sotto decine e decine di metri di mare, incrostate  da minuti organismi che le rendono irriconoscibili, ammantate e avvolte quasi del tutto dai loro stessi molluschi variopinti e sgargianti. Quasi come se facessero concorrenza a se stesse. Che infinito mistero!
I loro decori, i loro riccioli, le loro punte o i loro disegni sono posizionati, ecco, proprio come in questa ciprea mappa,

 sopra di esse, sulla loro "schiena". Loro stesse non possono nè apprezzarsi nè vedersi e nemmeno le loro simili, tranne magari quanto ci si arrampicano sopra per accoppiarsi.
Solamente chi le osserva dall'alto e da una certa distanza può godere appieno delle loro bellezze, delle loro geometrie e pitture.
Solamente quando le portiamo sulla terraferma, sotto la luce del sole, ci mostrano tutto il loro splendore.
Un po' come avviene per le pietre preziose del sottosuolo, curioso non trovate? Sarà soltanto una coincidenza?
Per non parlare di quella variabilità senza fine di forme, di specie e sottospecie diverse, varianti e variabili senza fine, come se vi fosse un elaboratore di geometrie in continuo movimento da quando esiste il primo oceano, un architetto infaticabile in perenne creazione e sperimentazione.
Perchè così tante forme, così tanta variabilità? Non esiste una risposta, la teoria evoluzionista balbetta dinanzi allo spropositato numero, non ci sono plausibili motivi ambientali o genetici per spiegare la miriade di disegni e pennellate, per dare un senso a quelle ali angeliche o a quelle punte aguzze.

 
Pensate un po', qual'è quella cosa che  la scienza non riuscirà mai a  spiegare, a replicare in laboratorio, a definire? L'arte, ovviamente!
 Ecco, abbiamo già la risposta.
Solo l'arte può spiegare quell'istallazione monumentale sparsa in contemporanea per tutte le mostre e i musei dei fondali sottomarini.
Curioso dunque che una conchiglia per essere ammirata in tutte le sue caratteristiche, debba uscire dal suo mondo,dalla sua oscurità, un po' come dalla camera oscura di un fotografo o dallo studio di un pittore.
Il depresso Darwin rimase senz'altro imbambolato davanti a tale dilemma, tant'è che preferì non occuparsene nemmeno. Un esimio professore universitario di scienze naturali, appassionatissimo di conchiglie, mi rivelò un giorno, pur essendo fervente estimatore di Darwin e con un'intelligenza davvero fuori dal comune, che non esisteva una spiegazione accettabile e plausibile, in termini scientifici, di quel guazzabuglio di tavolozza e scalpello che è il mondo delle conchiglie. Gli costò molto questa ammissione, come se infrangesse tutte le sue certezze, ne parlò sottovoce e malvolentieri, come se avesse timore delle conclusioni a cui era giunto.

Vorrei persino spingermi a dire che è l'occhio di chi guarda che crea la conchiglia, con il solo fatto di rivolgerle l' attenzione. D'altronde non esiste un Io senza un Tu. E' l'osservatore che genera l'osservato o per lo meno che influisce su di esso. Un'opera d'arte non esiste senza lo sguardo di chi la ammira.

 Quindi, quando la conchiglia è sbattuta sulla battigia e l'uomo ci passa a fianco e la raccoglie,  quella conchiglia è totalmente diversa da quella che esisteva poc'anzi in quell'immensità solitaria, in fondo al mare.
E voi direte: ma allora è la mente dell'uomo che vede simmetria, armonia e bellezza, non esistono di per sè nella conchiglia!
In realtà nessuno scienziato sa attualmente spiegare perchè alcune conchiglie, con le loro spirali, seguono la sequenza di fibonacci o perchè sembrano prediligere certe geometrie innate, non esiste genetica o influenza ambientale per queste cose. E' come se ci fosse una matrice, un disegno. Un' idea, un' ispirazione in ultima analisi.
La bellezza non è un' invenzione umana, una suggestione della mente, è una legge della Natura.
Lei stessa ne gode nel ricercarla e produrla.
Anche la sgargiante coda del pavone è un altro grande enigma scientifico. Guarda caso un'altra entità universalmente riconosciuta come simbolo di bellezza, tòh, che strano!
Troppo ingombrante per avere un'utilità pratica e non essere soltanto un enorme impiccio, sembrerebbe essere solo un limite e un difetto nei confronti di eventuali predatori. Possibile che il pavone rischi continuamente la sua incolumità per ammaliare le pavonesse?
Anche la natura e gli animali possiedono un senso estetico! Ma non ditelo a un professore, vi taccerebbe di eresia!
L'immagine del bimbo che raccoglie conchiglie sulla spiaggia o che semplicemente le ammira è universale.
Quale bimbo non ne verrebbe attratto?
E' l'adulto che perde il contatto con la Magia.
Il bambino ha ancora, sino ad un certa età, un cordone ombelicale che lo lega alla Madre del Mondo.
Ma in fin dei conti anche per gli adulti è così. Quale popolo della terra conoscete che non le abbia apprezzate, raccolte, trasformate e tesaurizzate?
Nell'ottocento come ancora oggi i collezionisti di tutto il mondo fanno pazzie per possedere il pezzo unico che manca alla loro raccolta.
Non stiamo parlando di gusti. E' una cosa innata e radicata dentro di noi.
Quel segnale spiraliforme che la conchiglia ci trasmette, senza che ce ne accorgiamo, giunge dritto dritto nel nostro profondo, sino a quell' elica vivente che è il nostro dna, che immediatamente vibra e risuona all'unisono con quelle consorelle “maggiori”.
Le conchiglie, in tutti i bimbi e in certi adulti sensibili, solleticano un senso assopito, una rimembranza di reami perduti, di dimensioni altre.
Adottando una mera visuale scientifica cosa potremmo dire? Quanto è lunga e quanto è corta, sezionarla per visionarla anatomicamente, descriverne la morfologia. E quindi? Cosa avremmo scoperto? Che vive in un mare caldo oppure freddo, a 5 metri di profondità oppure a 50.
Ma qual'è l'essenza della conchiglia? L'avremmo forse compresa?
Dobbiamo fare un passo oltre, non è più una questione di studiare, osservare, misurare, conoscere.
Dobbiamo compiere un'operazione invece di RI-CONOSCERE.
Che implica Umiltà.
Riconoscere significa anche essere RI-CONOSCENTI dinanzi a questi doni meravigliosi.
Un bel grazie ogni tanto va bene, sapete? Poco importa che sia lanciato a vuoto tra le onde o le nuvole!
Riconoscere che appunto non c'è alcuno scopo utilitaristico, razionale, di sopravvivenza del fittest, ma è una semplice questione di bellezza, di creazione, di divertimento e piacere, nostro come di qualcun'altro, che sta godendo come noi di qui gioielli della natura!
E' una questione di godimento, godimento della natura stessa.
Dio mio, è così banale! Ogni giorno creiamo moltitudini di opere, oggetti e  pensieri, per tendere a un ideale di migliore, di più bello, di più soddisfacente.
E non vogliamo ammettere che qualcuno l'abbia fatto prima di noi? O che lo stia facendo proprio ora, in questo momento, insieme a noi? Come siamo presuntuosi ed egoisti.
Creiamo ogni istante qualcosa, che siano sofferenze agli altri o per noi stessi, fino alle opere più sublimi e non riusciamo ad accettare l'idea che non siamo gli unici a farlo?
Ci stiamo avvicinando così tanto, giorno dopo giorno, grazie a scienza e tecnologia, ad imitare la vita, addirittura a ricrearla , trasformarla, modificarla nell'essenza dei suoi codici operativi, nei suoi software intrinseci, che dovrà ben sorgerci prima o poi questo dubbio amletico: ma se l'uomo è riuscito a creare la vita, a plasmarla a sua piacimento, se è riuscito a ricreare un pezzo di pelle o un intero organo, se è riuscito a creare nuove varietà di frutta, fiori e verdure, a selezionare( allora non esiste solo la selezione naturale!) una razza di vacca più produttiva....Ma allora..forse..forse il medesimo scienziato creatore di ogm, forse tutto il resto della vita è stato in qualche modo... Creato?!
E' questo il punto.
Quale ostacolo mentale ci impedisce di immaginare una creazione originaria( nel senso artistico del termine!!) che vada a braccetto con una evidente, nessuno la nega, legge dell'evoluzione?
Non potrebbe essere stata quest' ultima un eccellente disimpegno divino? Una sorta di libero arbitrio ante litteram, un espediente voluto per lasciare la massima libertà e intervenire il meno possibile nell' immenso gioco della vita? 
Un codice inserito nel software per dare solamente alcune linee guida di fondo, una direzione di massima e lasciare tutto il resto nelle mani dei partecipanti-giocatori?
Se vediamo la parola creazione sotto una luce diversa, quella artistica, ecco che tutto prende un senso diverso.
Allora siamo dentro un'enorme opera d'arte vivente, una sorta di complessissimo videogioco, una realtà virtuale con la massima libertà di movimento.
Bhè, è una idea vecchia come il mondo, uscita da una delle culture più raffinate, antiche e sottili: i manoscritti Vedici ci narrano che l'universo venne creato come enorme campo giochi per le anime.
 
Creazione ed evoluzione non sono in antitesi, anzi, vanno a braccetto, come nella nostre vite.
CREIAMO CONTINUAMENTE PER EVOLVERCI!
Creazione ed evoluzione sono una necessarie all'altra!
La scienza procederà sempre come uno storpio zoppo se non si ricongiungerà allo spirito.
Lo spirito si sentirà sempre incompleto e insoddisfatto finchè non esperirà la carne della materia, toccando, misurando, palpando con razionalità e precisione ogni cosa, come un bimbo che addenta e assaggia ogni cosa che gli capiti a tiro.
Non c'è alcuna differenza, nella dimensione più profonda della realtà, tra MATEMATICA E ARTE.
Sono solo linguaggi differenti, codici alternativi.
Gioire e godere della bellezza di una conchiglia non esclude ammettere che è pura e semplice matematica portata in "espressione".
OGNI POESIA, OGNI QUADRO HA LA SUA EQUAZIONE NASCOSTA, DI CUI NEMMENO L'ARTISTA SOSPETTA NULLA. Ma c'è e c'è sempre stata.

I fiori crescono ovunque, basta innaffiarli a dovere:-)

mercoledì 15 luglio 2015

Gemme e geodi, arcipelaghi di un cosmo sommerso


http://melbourneer.com/wp-content/uploads/2013/12/271q7zQ.jpg

Nidi dimenticati nelle tasche cucite dei monti
cuscini per guglie adamantine
di cattedrali silenziose,
senza più vescovi e omelie
ma dalle mille campane che scintillano a festa:
esultano per la fuga dei mea culpa e dei miserere,
opachi macigni legati alle caviglie della Luce.

Uova covate dalla fanciullesca follia degli alchimisti
che ordiscono complotti di sorrisi
per colpire il grigiume del mondo con granate di colore.
Nelle loro trame tessono bozzoli di seta notturna
ricamata con la giostra delle costellazioni
degno mantello per il Re sepolto nella cripta di ogni Uomo.

Crescete all' umido e al buio, come ogni creatura.
Allora anche voi siete esseri viventi!
Nutrite dal calore e dalla placenta della tenebra madre
che vi canta dall'inizio dei tempi la storia del mondo
la ninna nanna infinita delle Ere.
Sputate fuori come lucida saliva dalle bocche ribollenti della terra.
Gemme neonate e piangenti.
E' bello sentire il vagito della nuova vita che s'afferma!

Ineguagliate per luce e colore, eppure vi celate nel profondo
dove i vostri talenti giacciono seppelliti e inerti.
Che scherzo è mai questo?
E' forse l'uomo strumento inconsapevole della vostra brama di risplendere?
Complice inconscio dell'irresistibile fascino del Sole?
Da quanto tempo agognate di ricongiungervi al vostro amato!
Al vostro avo dalla lunga barba profumata di cera e di api.

Come tuberi di gioia nutrite gli sguardi dei minatori
nobili profanatori di tombe sigillate.
Le loro fatiche si accumulano a strati sotto le unghie affamate
che scavano e scavano guadagnando il loro calvario quotidiano.
Profeti di ogni scalata e ascesa futura.
Quelle mani stracolme di febbri e miserie
non possono far altro che scendere
per resuscitare ciò che la carne opprime e nasconde.
Sono gli uomini a riportarvi alla luce o siete voi a farli risalire dalle loro bassezze?
A trascinarli come bimbi eccitati o fidi segugi
che seguono infallibili la Via più rapida e più ripida,
per trasformali da carbone a diamante,
fino allo Zenith dell' esistenza?



lunedì 13 luglio 2015

Inner Sun


https://lucas2012infos.wordpress.com/2011/10/23/gfl-the-first-contact-mission/
Farsi valere
fa rima con
 farsi volere,
ma senza spintoni o sgomitate tra la folla.
Gli unici spintoni dobbiamo darli a noi stessi
alle nostre pigrizie, timidezze e vergogne.
La vergogna non è essere inferiori rispetto agli altri,
è essere inferiori rispetto a noi stessi.*
E per farsi valere
bisogna prima volere
e poi volersi
volersi bene.
Tu  vuoi?
Tu ti vuoi ?
Tu ti vuoi? Bene!
Tu ti vuoi bene?
Farsi valere
per farsi volere
per far sì di volare!

*Maxime Mandchoue

domenica 12 luglio 2015

L'obelisco di Vernasca (PC) e la sua stazione spaziale, tra farfalle, insetti e piante ultraterrestri

Se anche voi quando vi prefissate una meta per la prossima escursione, vi ritrovate costantemente a finire in un posto diverso da quello deciso in partenza, benvenuti nel club!
Fa sempre bene  rompere gli schemi, accogliere l'imprevisto e lasciarsi ispirare dalle circostanze, in diretta, senza prepararsi nessun discorso a casa! Improvvisazione rulez !

Siccome mi ha francamente stufato l'arido e asettico approccio scientifico tradizionale, dove si indica quella pianta o insetto dando loro un nome inutile quanto insensato, come se fossimo sempre in ansia da prestazione identificativa (il che rispecchia l'incapacità della nostra mente di smettere di ronzare anche per un nanosecondo), proverò stavolta un approccio diverso, spostando l'asse più verso il lato artistico.
Asseconderò le proposte di quel fuorilegge del buonsenso che è Jodorowsky, scatenando a briglie sciolte la più fervida immaginazione! Io mi son divertito come un matto in questo esperimento, di più non potevo chiedere!
Tornando un attimo all'ansia ( malattia ereditata dal buon dio?) di dover trovare un nome a tutte le creature di sto mondo, manco fossimo un Noè che deve far l'appello, vorrei dire sull'argomento un' ultima cosa.
Pensate per quanti milioni di anni ogni specie di farfalla ha vissuto senza che nessuno la chiamasse Pierpaolo o Belen, senza che nessun agente della polizia "scientifica" le intimasse di mostrare  documenti e dati anagrafici che lei non ha mai posseduto.
E' vero, la mente indagatrice dell'uomo  ha costante sete di nuovi orizzonti del sapere, ma se ci limitiamo solo a questo...Buonanotte! E' come se ci appassionassimo e discutessimo intorno al forziere del tesoro, decantandone le meravigliose serrature e i legni pregiati, dimenticandoci di quanto c'è dentro...

Ciancio alle bande, che fan solo un gran casino e non sanno manco suonare, veniamo a noi!


Superata Vernasca, in direzione Borla, torrente e paesino da cui prende il nome l'omonima valle, un sentiero non segnato, a bordo strada, attira la mia attenzione. Parcheggio e comincio l'escursione.


A bordo del sentiero, su un fil d'erba che ondeggia per un fil di vento, ecco a voi il primo ultraterrestre della giornata!
 In base al manuale Hoepli delle razze cosmiche che ho consultato, questo tipetto spiantato, infatti completamente al verde, è palesemente un Verduriano della casta Crudista, proveniente dalla costellazione Alfa Rucolax, sistema Beta Carotene.
Le note a piè di pagina del manualetto consigliano calorosamente di non confonderlo o indicarlo come un Fruttariano del vicino pianeta Pescatrix: pur essendo molto simili tra loro vige da anni una guerra sanguinaria tra le due fazioni, a colpi di pomodori OGM (Organismi Generanti Mutilazioni)  e gambe di insalattica ( insalata galattica) da una parte e di ultra raggi uva dall'altra. Rigorosamente banditi, come sancito nella conferenza sul disarmo di VEGAN TAU, sono il lancio di armi batteriologiche, prime fra tutte le uova marce di galline allevate in batteria (per l'appunto) e i bombardamenti di latte a lunga concentrazione, anche in polvere di stelle, in particolar modo quello al caglium quantum nucleare, già proibito in tutta la Seggiovia Lattea.
Tornando al nostro curioso amico, si tratta con tutta probabilità di un esemplare giovane, in fase scolare, come si evince dallo zaino simbiontico che gli spunta dalle spalle. Probabile soggetto in gita scolastica extragalattica. Nessuna evidenza del resto della comitiva o delle sue insegnanti. Passo e chiudo.
Mi basta alzar lo sguardo e a pochi passi scorgo lo spazioporto pensile da cui è atterrato il crudista.
  Notate  il design innovativo e la struttura leggera ma solidissima, progetto riuscitissimo dell'archi-star  Renzo Piano, nome che a voi sembrerà famigliare ma che in realtà appartiene a un dialetto tipico del pianeta Petonix, da cui l'archi star proviene, sito a circa quaranta ani luce dalla Terra(meno male!!).
Stavolta tiro fuori il Manuale delle giovani mignotte, edizioni  Mondid'oro, capitolo: Come fare marchette in tutto il cosmo, paragrafo: Dizionario basico delle principali slinguacciate. Ho provato a tradurre le parole Renzo Piano nella nostra lingua e ho scoperto con grande sorpresa che  significano, udite udite (si fa per dire), scoreggiare senza farsi sentire .
Da notare il gran numero di navicelle e capsule monoposto planate sugli ampi parcheggi. Gran traffico quest'oggi!
Chiedendo in portineria vengo a sapere che Renzo Piano ha preso lo stimolo, se così si può dire, dallo spazioporto gigante posto nella capitale dell'impero crudista: Cavolux di Bruxel terzo,  costellazione Alfa  Rucolax, sistema Beta Carotene.
Ecco un' immagine di Rapper Torio, esimio artista sempre invitato alle  tavole rotonde degli Elementi (pare sia l'autore di almeno il 50% delle immagini dell'Archivio Galattico delle Memorie)  che immortala l'ultima riunione al Parlaebasta Neuropeo di Cavolux di Bruxel terzo. ( La Merkel è quella in alto a sx che sta tentando di acciuffare la coda di Vero Fake Is per un altro giro omaggio, sti crucchi scrocconi...)

Un particolare del Gate Ovest dove sono appena atterrate  due navette della flotta Esmeralda, comandata dal formidabile  con chi sta Dor?, il capitano Esco Al Bar  Esmer Aldo, incaricato da sua santissima entità, la regina Bacherozza Bachelor, di conquistare e depredare  l'incontinente appena scoperto di tutte le sue ricchezze, no, non Renzo Piano!
Il Nuovo immondo!


Ecco in primo piano una delle due navicelle in fase di ancoraggio allo spazioporto.
Si noti la particolare cromatura dell'acciaio verde, tipico prodotto di Ilva Ceti, primo pianeta certificato iso 666666 e diventato patrimonio galattico per lo sviluppo eco(lontana lontana, esatto, come quella famosa galassia...) sostenibile delle sue affamigerate fabbriche sider-urgiche.

Questo invece è un vecchio modello della flotta di ZZZ Reticuli, in attesa nell' hunger riparazioni per la revisione annuale.
 Le solite voci del corridoio( umido e stretto) Gola Profonda asseriscono che la flotta di ZZZ Reticuli sia ormai piuttosto malconcia e datata, prossima alla rottamaZZZione.

Altri scorci di questa suggestiva scultura vivente.
 Prima di lasciare gli spazi aperti per inoltrarmi nel boschetto che rimane al mio fianco, saluto questa minuscola parabola satellitare, che con una esigua somma mensile, vi permetterà di accedere alle imperdibili  prime serate di High in the Sky.


 Una volta entrato in quella selva oscura, aiutato solo da un sentiero pelle ossa, all'improvviso mi si para davanti, tra le fresche fronde, una silhouette misteriosa ed enigmatica. Un obelisco della cultura emilio-tolemaica? Il paleorazzo segreto di Mussolini? Un'antenna ricetrasmittente per seguire la Hyper Champions league tra Pleidiani e Andromediani?



Non mi resta altro che avvicinarmi un altro pò...
Eccomi finalmente a pochi passi dalla risoluzione del mistero.

Una targa commemorativa svela l'origine del singolare monumento:
Sopra questi lindi e tersi cieli, le oppresse genti verduriane, vollero all'unisono commemorare nell'imperituo marmo l'agognata vittoria sull' infido nemico fruttariano.
L'epica battaglia, fu condotta con magistrale strategia bellica , nello specifico, dal generale pluri stellato Cloro Filla. Altresì fondamentale per l' improvvido esito, fu il tempestivo giungere dell'alleato terrestre Alessandro, il Grande Magnone di Macedonie, che  divorò le truppe nemiche in un sol boccone, facendole letteralmente a fettine! Quale onta bruciante per il nemico fruttariano! Quale gloria fulgente per il popolo Verduriano!
Lode a te, Sommo Spinacio, che hai nutrito il vigore e stimolato l'indomito coraggio di tutte le nostre truppe zuppe, e che zuppe! L' immacolato etere accolga sempre il tuo motto: La forza sia con voi!
Ivi i vincitori posero.
adì l'altrodì.

Dopo questo minestrone di storia, che già a scuola mal digerivo, preferisco rifugiarmi di nuovo all'ombra del boschetto, per proseguire sul sentiero CAI ( Censimento Andirivieni Interstellari).
Giunto ad una sorta di radura, mi accorgo di essere entrato in un planetario all' aperto, annesso all' adiacente museo di scienze sopra-naturali.
Nel giardino principale fa bella mostra di sè questa splendida ricostruzione, a grandezza sopra-naturale, della Nebulosa di Orione sul Serio, sede dell' importante centro di Andirivieni Interstellari da cui ogni giorno dipartono miriadi di voli last light minute.
E dopo il particolare ecco una visione d'insieme della Nebulosa di Orione sul Serio, la cui vicina space city di Bergamotto, come saprete certamente, si suddivide in Bergamotto Altissima, posta su una piattaforma sospesa  nella stratosfera a 15 km di altezza e Bergamotto Bassa.
Dopo un terribile assedio, quest'ultima  venne rasa al suolo dai temibili invasori  protomongoli  di Gomma Centuari, divenendo così ancora più bassa.



Sotto, una foto del solito Rapper Torio ( Chiunque abbia maggiori notizie su tale artista, ormai irrintracciabile dalla nascita, ci contatti, grazie) che immortala con nitido verismo la ferocia dei Gomma Centauri, le cui truppe sono rinomate purtroppo in ogni angolo di questo multiverso per la loro leggendaria ferocia e il loro spietato condottiero Harley Devil's Son .


Dopo tutto questo parlare di guerre, battaglie e distruzioni, è meglio volgere l'occhio altrove e cercare i segni di quella Bellezza Eterna che il cosmo ha disseminato in ogni dove.
Ecco allora che appare, guizzando a mezz'aria, un raro Aquilone della Gioia, una sorta di segnale in codice, come  gli arcobaleni post temporale, carico di significati, che propaga nell'atmosfera un gas nobile, che attira la gente a scoprire il benessere supremo, quello della Goccia d'Essenza di cui ogni cuore è intriso. E' una sorta di drone vivente, psicocomandato dall'alto, che volteggia  nei prati più incolti delle nostre campagne e colline, per attirare i curiosi passanti, di solito bimbi e fotografi, o stralunati cacciatori di farfalle, nella trappola del Bello.
Si vocifera che tali temuti cacciatori, della tribù degli Zulù, attirino una grande maledizione su di sè dando la caccia a questi magnifici esseri. Uccidendoli e chiudendoli in teche polverose, accumulano nelle loro tetre stanze di tortura un gradiente di bellezza per loro insostenibile ed esplosivo, dato che in natura sarebbe diluito in ettari e ettari di prati e foreste e non concentrato in uno spazio così infimo e ristretto. In questo modo innescano una vera e propria bomba che scoppia su di loro, le loro case e le loro vite: troppa bellezza nelle mani di un solo individuo, se ammazzata e rinchiusa in cassetti pieni di naftalina anzichè fatta vivere e volare, genera l'effetto opposto, portando all' autodistruzione lo sfortunato collezionista autolesionista.
 Scoprirà ben presto che non potrà più attaccar bottone con le esponenti del gentil sesso con la scusa di visitare la sua collezione di farfalle perchè si prenderà immancabilmente dello zozzone  pervertito!
Figlia di Gaia, mantieni intonsa la tua dignità dell'attimo. Non sprecarti in una vita lunga e morbosa. Ascendi come folgore, Accendi la tua magica polvere. Il combustibile sacro che ti fa batter l'ali, che ci fa batter le ciglia d 'ammirazione.
Estasiato da cotanta beltade mi sono inchinato, ho ossequiosamente salutato con il baciamano e me ne sono andato, per non disturbar quella sì nobil e vibrante creatura.

Un'occhiata di sfuggita all'ora mi sollecita a far marcia indietro, è ora di tornare a casa.
Caso vuole che al ritorno, proprio nello stesso identico punto dell'andata, mi sento tirar i lacci delle scarpe da un esserino verde verde, è lo scolaretto verduriano, che mi squittisce in tono quasi affranto: "Buon uomo, non potrebbe aiutare questa povera creaturina con i suoi compiti delle vacanze? Sa, sono un poco indietro e  avrei bisogno di un aiutino nel risolvere un problema per lei sicuramente facile facile.
Lusingato di poter essere d'aiuto ad un piccolo extracomunitario, gli rispondo:" Ma certamente, in che materia o maniera posso aiutarti, mio gentil verzurino?"
E quello pronto risponde:" Fisica delle interazioni fondamentali, è un problemuccio classico di particelle elementari, infatti io faccio la quinta. Aspetti un attimo che glielo leggo: dopo un' interazione tra  un maschio con pipino positivo e una femmina con test di gravidanza negativo, cosa uscirà fuori dai due?
 Un Neutrino Paperino o un Busone Paperone?"
Cazzo, penso io, mi ha colto impreparato. Questa proprio non la so.
Allora, per non dar adito a perplessità sulla mia ignoranza, con grande sangue freddo mi schiarisco la voce, calco gli occhiali sul naso e me ne esco con una trovata geniale: "Guarda, mio caro, per domande del genere c'è una sola cosa da fare, controllare sul Manuale delle giovani mignotte, sunto formidabile di tutta la perduta libreria di Alessandria."
Allora, soddisfatto dell'effetto sorpresa creato, vado alla voce Paperino neutrino e poi a quella Busone Paperone, torno indietro e poi riguardo la seconda. Chiudo solennemente il libro e gli metto una mano sulla spalla:"Furbi i tuoi prof. Ti hanno fatto una domanda trabocchetto.
Devi sapere che tutti i personaggi della Disney sono immancabilmente orfani di padre e di madre.
E' sempre stato uno dei più grandi mistero del cosmo, a tutt'oggi ancora insoluto. Non si sa come, non si sa perchè, sta di fatto che esistono solo zii e nipotini. Ciò supera tutte le leggi della natura, tant' è che da anni  le migliori menti della galassia stanno lavorando al problema ma al momento non hanno ancora capito se è nato prima l' uovo o la gallina.
Le  solite voci di corridoio stretto e umido, sospettano addirittura che alla Disney  lavorino ghiottoni di patè di foie gras che hanno decimato l'intera famiglia papera, altri ancora credono siano tutti asessuati o omosessuali, incapaci di generare: chissà quali sordide pratiche di fecondazione assistita si celano dietro il parto trigemellare di Qui Quo Quark? Non lo sapremo mai, forse solo il buon Alberto Angela potrebbee venirne a capo.
Avendo molto riflettuto su questo problema teogonico e anat(r)omico, sono arrivato alla conclusione che  siano divinità palmipedi extraterrestri, come il buon vecchio Howard( chi non c'era o non si ricorda, vada qui:https://it.wikipedia.org/wiki/Howard_il_papero#Cinema) , che si autogenerano, un pò come il nostro Uno e trino ( guardacaso), generato e non creato etctec.
Le somiglianze sono davvero troppe...
Riflettetici stanotte, prima di addormentarvi, quando quella vostra testa pelosa poggerà su un soffice cuscino di piume.
 ANAT(R)EMA! ANAT(R)EMA.! Urlava quel buon frate dell'ordine degli anatidi al Drive In di 25 anni fa.... ANATICI-DIO! Aggiungerei io! Bene, vi auguro di non dormir più sogni tranquilli luridi spennatori seriali!
BUAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!! La maledizione di Nonna Papera si scagli su di voi, empi apostati e pagani impenitenti!
E se nel pieno della notte vi sveglierete, ci sarà questo sguardo cinico e beffardo, chinato su di voi e intento a scandagliare nel vostro animoin cerca di tutte le malefatte commesse.
Tremate spiumatori da strapazzo!
Buahahahahahahahahahahahahah!
E così, finalmente, abbiamo risolto anche il mistero della semenza di Qui Quo e Quark!!!