martedì 28 luglio 2015

Aggiornato: le streghe della Val Borla tra belladonna, ali di farfalla, code di salamandra, uova di basilisco e lacrime di Giobbe

un agriturismo chiuso e abbandonato all' inizio del sentiero

Una piccola Limenitis reducta, specie tipica dei boschi radi, le larve si nutrono e svernano sulle caprifoliacee del genere Lonicera.

Ecco finalmente, dopo anni e anni di ricerche, la mitica Atropa belladonna, la pianta magica per eccellenza (alle ns. latitudini)
Fa parte delle Solanacee, come pomodori,melanzae,patate etcetc, piante velenosa, medicinale e psichedelica

L'utilizzo di qualsiasi sua parte è alla base delle leggende sui voli delle streghe a cavalcioni delle scope, in realtà avvenivano solo nella testa di chi la utilizzava: tra i curiosi effetti c'è proprio quello di dare la sensazione di levitare.

E' l'atropina il potente veleno scatenante allucinazioni, visioni, sogni e incubi tremendi, come ha potuto constatare sulla sua pelle, letteralmente, WIll-Erich Peucker, antropologo tedesco che nel 1960 si cosparse la pelle con una pomata a base di belladonna, seguendo un'antica ricetta che aveva scovato.
Il fatto che si chiami belladonna deriva dall'usanza delle donne veneziane del rinascimento di cospargersi gli occhi con impacchi di questa pianta che rendevano il loro sguardo più lucente e la loro pupilla più dilatata. Infatti l'atropina è utilizzata proprio nell'oculistica per dilatare la pupilla e agevolare così  esami e osservazioni mediche.
Il nome del genere Atropa, deriva dalla mitologia greca: Atropo era una delle tre moire, figlie di Zeus e Ananke, la necessità. Atropo, che significa inflessibile, era colei designata a recidere il filo della vita dei mortali con delle forbici d'oro. Non c'è bisogno di spiegare l'analogia con questo fiore altamente tossico.
Una deliziosa e squisita melanzana in miniatura...provare per credere!

Per quanto riguarda la distribuzione di questa pianta, sicuramente nella pianura padana è pressochè scomparsa, possiamo darla per estinta, sopravvive nei boschi della media collina. Per esempio per la provincia di Piacenza è considerata rara nell'atlante floristico di Bracchi e Romani,2010.
i suo frutti, gommosi  e dal gusto gradevole, sono velenosi come il resto della pianta.
La soglia tra un dosaggio tollerato ed uno mortale è sottilissima.
Da notare il pentagramma, tipico, mi pare, di tutte le solanacee.

un triangolo magico


Una bella Helix lucorum in "letargo" estivo= diapausa



Dalle pozze del torrente Borla, quasi in secca, fanno capolino delle larve, che iniziano a prendere sembianze da adulti, di salamandra pezzata

Alcuni mesi fa, nello stesso posto, avevo incontrato delle bellissime salamandre adulte, è stata una graditissima sorpresa ritrovare ora la loro figliolanza!

Nonostante le apparenze questa è sempre una larva di Salamandra pezzata, solo ad uno stadio di sviluppo inferiore rispetto alle precedenti.




Nel bel mezzo del sentiero un buco nero, riempito di feci e detriti, comunica la presenza di una latrina di tasso. Sulle sue fatte, evidentemente a base vegetale, queste due farfalle stavano banchettando allegramente...


purtroppo, con il flash rotto, all'interno del bosco la penombra non mi aiuta nella messa a fuoco...

Ramingo e solitario, ancora in situ, trovo alla base di un albero questo piccolo uovo azzurro, probabilmente di Tordo bottaccio.

Lavorando di fantasia....uova che spuntano come funghi:-)




Lo vedete ancora? Forza forza, aguzzate la vista:-)


Il torrido clima di quest'estate non risparmia nemmeno il sottobosco di questa solitamente fresca vallata.

L'Angelo caduto



Una foresta di muschi giganti


E infine, ecco qui le Lacrime di Giobbe. Sono le capsule della pianta altrimenti chiamata Albero dei rosari

Pianta ovunque parecchio rara, predilige vallate fresche e ombrose.
è comunque facile da coltivare avendo l’accortezza di sottoporre i semi alla vernalizzazione (i semi per germogliare devono subire un trattamento gelivo invernale): nei vivai questa viene simulata con refrigeratori


Con i semi, custoditi all'interno delle capsule, si possono creare vaghi di collane, braccialetti o rosari.
in alcune zone della Foresta Bavarese dai semi di questa pianta viene prodotto ilPimpernusslikör, un ricercato e costoso liquore dalle proprietà afrodisiache; 
http://www.atrieste.eu/Forum3/viewtopic.php?f=26&t=5929
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